Il sito web utilizza i cookie, anche di terzi, per aiutare a migliorare i servizi, e le informazioni ai suoi lettori.
Per ulteriori informazioni sui cookies e su come vengono utilizzati, consultare la nostra pagina di informazioni su Privacy Policy.
Se chiudi questo banner, scorri o clicchi la pagina su qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Ricordiamo inoltre che dal tuo browser è possibile cancellare la cache e tutti i cookies principali.

hacker

  • facebookAnonymous promette di "hackerarlo" entro tale data, data storica in Inghilterra in ricordo del complotto fallito di Guy Fawkescontro il re Giacomo I.

    Il gruppo di hacktivisti ha deciso di "salvare" Internet dalle pratiche poco pulite del popolare social network in materia di privacy, ma a quanto pare si tratta di una operazione che non mette tutti d'accordo all'interno dello stesso collettivo di hacktivisti.

    Fonte:Punto Informatico

  • polizia penitenziaria Hacker violano il sito del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria.

    Lulzsec Italy legati al movimento Anonymous motivano il loro atto come una protesta contro le condizioni in cui versano le nostre carceri, mentre il segretariodel sindacato Donato Capece sottolinea come gli hacker abbiano preso di mira un sindacato «da sempre in prima linea sulle problematiche penitenziarie e di chi nelle carceri lavora in prima linea».

    fonte: Adnkronos

  • ccleaner screenshot

    CCleaner della Piriform, il noto pulitore ed ottimizzatore per sistemi Windows e Android ora di proprietà di Avast, è stato compromesso e contiene una backdoor, lo rileva la società Cisco's Talos in un articolo pubblicato il 18 settembre 2017. La versione compromessa è la 5.33 e quella cloud 1.07 per Windows rilasciate entrambe il 15 agosto scorso mentre non è presente nella versione Android, il malware era contenuto nell'eseguibile CCleaner.exe e permetteva l'esecuzione di codice remoto sul computer infetto.

  • ebay logo detailIl famoso sito di aste on line finisce sotto l'attacco dei cybercriminali, compromesso un database dove erano contenuti i nomi, le password, gli indirizzi email, l'indirizzo fisico, il numero di telefono e la data di nascita di  un certo numero di utenti-clienti eBay.

    La stessa eBay si è attivata per consigliare ai propri utenti il cambio delle password tramite email assicurando che l'attacco ha riguardato solo quel database senza compromettere informazioni finanziarie o carte di credito.

    Se l'attacco in sé probabilmente non lascia sorprese molte persone la cosa invece più grave è come mai la notizia (tra l'altro abbastanza nascosta, ne trovate tracce qui e qui) comunicata oggi si riferisce a fatti avvenuti tra la fine di febbraio e marzo 2014.

  • anonymousIl sito di Equitalia, l'Ente incaricato della riscossione nazionale dei tributi. è stato messo offline attraversoun attacco di tipo DDoS dal collettivo di hackers ,meglio conosciuto come Anonimous, nella giornata di ieri. Il sito al momento non risulta raggiungibile a causa delle eccessive richieste di accesso che hanno mandato in blocco il server di Equitalia.

  • godaddy250L'interruzione dei servizi ospitati su GoDaddy non è stato causato da un attacco DDoS come inizialmente supposto, ma da un non precisate "difficoltà interne" che avebbero determinato l'interruzione del servizio e danneggiato le tabelle dati del router. Questa la dichiarazione del CEO Scott Wagner apparsa sul sito smentendo così le voci di un presunto attacco DDoS di cui un utente di twitter si vantava cinguettando in nome del collettivo Anonymous (che hanno negato la loro partecipazione al presunto attacco).

  • sqlinjectionUn attacco di tipo SQL injection ha messo in ginocchio il forum di discussione dei Nokia Developers.

    Gli hacker sono riusciti ad entrare nel database dove erano contenuti dati quali gli indirizzi email degli sviluppatori e, dove presenti,  le date di nascita, gli URL del sito personale, i nomi utente per AIM, ICQ, MSN, Skype o Yahoo. Nokia dichiara che passwords e numeri di carta di credito non sono state violate in quanto non presenti nel database.

  • adobelogoUna falla presente in un server di Adobe, usato per la certificazione dei suoi prodotti, ha permesso ad ignoti hacker di impossessarsi di alcuni certificati digitali di Adobe che venivano utilizzati da alcuni software per Windows e da tre applicazioni Adobe AIR per Windows e Mac.

  • Migliaia di password ed indirizzi email sono stati pubblicati liberamente sul sito pastebin.com dopo che ignoti hackers erano riusciti ad impadronirsi dei dati per accedere al Social Network "Twitter". Twitter ha avviato un indagine interna per capire in che modo e sfruttando quale vulnerabilità sia potuto accadere tutto ciò, inoltre ha predisposto una guida in linea per aiutare l'utente a verificare se il proprio account sia stato violato e come procedere in quel caso.